Colle Aurelio, il quartiere ghettizzato: dieci anni senza segnaletica e servizi

di Chiara Cecchini (in Romatoday, 21 ottobre 2011)

Quasi tremila persone vivono “ghettizzate” nel comprensorio di Colle Aurelio. Fra loro ci sono anche gli inquilini di 80 case popolari acquistate dal Comune di Roma lo scorso anno. Quasi tremila persone chiuse nel proprio quartiere, tra le strade di via Grispigni, via Nicola Amore, via Giorgio Bo, piazza Casati, via Pacchioni, via Venzi e via Gaudenzi, senza quei servizi di urbanizzazione che avrebbero dovuto essere predisposti prima che venissero costruite le prime villette e che a tutt’oggi, mentre continua l’attività edilizia nel quartiere, ancora non ci sono.

Al comprensorio si accede da un ingresso situato su via di Brava. Nel piano originale gli ingressi previsti erano due: ora ne rimane uno solo e per di più non a norma. Da un po’ è presente nelle vicinanze un segnale verticale che avverte dell’approssimarsi di un incrocio pericoloso ma viene parzialmente coperto dalla vegetazione. Manca completamente la segnaletica a terra e si rischia di perdere il conto del numero di incidenti, gravi e meno gravi, che avvengono in quel punto. L’ultimo risale a luglio: una moto che scendeva da via Grispigni si è scontrata con un altra che procedeva su via di Brava. Anche i pedoni sono a rischio: mancano infatti i marciapiedi e quelli che ci sono sono pieni di buche e pieni di erbacce. Su via di Brava, una strada di quasi cinque chilometri che per un lungo tratto costeggia il Grande Raccordo Anulare e mette in collegamento ben tre municipi di Roma Ovest, non ci sono né lampioni né segnaletica. Eppure è una zona decisamente trafficata. Lì vicino c’è anche, dal 1992, la scuola della Polizia Penitenziaria. Solo ai primi di ottobre 2011, nove anni dopo, sono partiti i lavori per l’illuminazione.
Negli anni, il Comitato di Quartiere Colle Aurelio è stata molto attivo nel denunciare e segnalare la situazione del comprensorio. Il primo esposto risale addirittura al 2007. Tra le tante situazioni critiche, nel marzo 2009, il Comitato segnalò il degrado di un area di proprietà comunale in via Gaudenzi: rifiuti e sterpaglie che d’estate prendono fuoco e l’inverno si trasformano una palude melmosa.

“A subire sono sempre i cittadini e non ci accontentiamo più delle promesse vane. Tutto quello che c’è qui a Colle Aurelio è nato con regolare concessione edilizia e sono stati pagati ben 14 milioni di euro di oneri concessori – dice Agostino Armeni, presidente del Comitato – È il Comune che deve provvedere ma finora nessuno ha mai fatto niente. Eppure c’è una legge dello Stato che impone all’amministrazione di farsi carico dell’urbanizzazione primaria e secondaria”. Per Armeni il problema ha origine nella mancata attuazione del piano da parte dall’amministrazione Veltroni ma anche l’attuale sindaco Alemanno “non sta facendo quanto dovrebbe”. “Il sindaco non ha riscontrato una lettera firmata da 500 cittadini e in più ha acquistato 80 case popolari senza predisporre nemmeno per loro il processo di urbanizzazione necessario”.

Gli alloggi popolari in via Giorgio Bo sono stati inaugurati da Alemanno nell’estate 2010 ed già è iniziato il calvario delle occupazioni abusive. “Abbiamo chiesto verifiche sugli immobili vuoti affinché questi siano assegnati agli aventi diritto anziché a questi delinquenti e al momento siamo in attesa degli sgomberi- dice Marco Giudici, consigliere del XVI municipio – Ci stiamo muovendo e di recente c’è stato un incontro in commissione Sicurezza con l’assessore Santori nel corso del quale c’è stata un’audizione insieme delegato alle Politiche Abitative del Comune di Roma Maurizio Berruti”. Nel corso dell’incontro Giudici ha proposto un protocollo d’intesa con Acea per il controllo delle utente degli immobili vuoti ed evitare così che questi vengano occupati abusivamente. Questo non sarà l’ultimo incontro, assicura Giudici, ma è chiaro che quello del comprensorio Colle Aurelio è un problema di non semplice risoluzione. Al momento non sono previsti interventi significativi, ammette il consigliere in quota Pdl, ma sono partiti degli studi e ci sono comunque delle operazioni necessarie da compiere come la potatura delle alberature e l’allargamento della sede stradale dell’incrocio di via Grispigni, dove di recente c’è stato un sopralluogo con la municipale e i tecnici del Comune.

Il comitato spinge molto sulla necessità di realizzare le opere di urbanizzazione. Nel novembre 2010 è stata presentata una petizione per l’istituzione di un servizio di navetta che colleghi il comprensorio, privo di negozi e di qualsiasi altro servizio, con il resto del XVI municipio, considerando anche la mancanza di marciapiedi su via di Brava. Ad oggi il comprensorio è servito da una sola linea dell’Atac, la 906, che ferma di fronte all’ingresso di via Grispigni. “C’è stato un incontro con Atac e sono in corso studi di fattibilità”, ha assicurato Giudici. Ieri una delegazione del Comitato di Quartiere è stata ricevuta dal capo della segretaria del sindaco Gianni Alemanno e martedì alle 15 è previsto un incontro tecnico con Fabrizio Ghera, assessore Lavori pubblici e Periferie di Roma Capitale e con Enrico Stravato, capo del dipartimento di Programmazione e Attuazione Urbanistica.

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