Monte Stallonara: i “pionieri della nuova Roma” tra fango e polvere nel quartiere fantasma

di Chiara Cecchini (su Romatoday, 10 novembre 2011)

“Viviamo ghettizzati a un passo dalla Regione Lazio, non abbiamo le strade, non abbiamo il gas, andiamo avanti con i bomboloni GPL, non abbiamo l’illuminazione né il telefono: possiamo comunicare solo con i cellulari ma i ripetitori non …”. La comunicazione viene interrotta bruscamente: il cellulare di Monica non prende più perché ha appena imboccato la stradina sterrata che la porta a casa, in via Decimomannu, e i ripetitori telefonici non funzionano. Benvenuti a Monte Stallonara, il quartiere fantasma della Valle Galeria, un chilometro scarso dalla sede della Regione Lazio di via della Pisana, XV Municipio.

DAL 2003 A OGGI SENZA SERVIZI – Un Piano di Zona per 5mila abitanti nato nel 2003 ma che a tutt’oggi, a quasi cinque anni dai primi permessi per costruire, è ancora un grande cantiere a cielo aperto: palazzine terminate allacciate a fogne già esistenti nel quartiere ma senza condutture del gas. Edifici terminati e pronti per la consegna ma inabitabili perché senza servizi. Altri ancora in via di costruzione. Monica è tra i “fortunati” che ha la casa finita e può abitarci. Da un paio d’anni vive in una delle tre palazzine del suo comprensorio e ha dato vita al Comitato di quartiere Monte Stallonara Onlus per coordinare i suoi vicini, smuovere un po’ le acque e soprattutto cercare di avere risposte alle loro domande per avere i servizi a cui hanno diritto e per i quali hanno già pagato.

ASPETTANDO FIRME, GARE D’APPALTO E LAVORI – “Il Piano di zona B50 Monte Stallonara viene approvato nel 2003, nel 2007 vengono date le prime concessioni e i permessi per costruire e avrebbero dovuto approvare anche l’urbanizzazione e i servizi. Ma la delibera è stata approvata solo il 1 aprile 2011″, ricostruisce a Romatoday Giada Pittino, del Comitato cittadini Pisana Ponte Galeria. E la delibera della giunta capitolina n.85 riguarda solo il primo stralcio delle opere di urbanizzazione primaria: fognature, strade, marciapiedi, parcheggi, muri di contenimento. “Uno stanziamento di cinque milioni di euro che probabilmente,” dice Pittino, “non saranno sufficienti a fare tutto. Ma al momento la situazione è ancora in fase di stallo: manca infatti la firma della convenzione integrativa tra il Comune e l’Isveur, che dovrà occuparsi dei lavori, per mezzo dei fondi versati dagli operatori del quadrante Monte Stallonara. La stipula è prevista entro dicembre e il passo successivo, sarà la gara pubblica d’appalto che aggiudicherà i lavori, che dovrebbero durare all’incirca 18 mesi (ai quali vanno sommati i tempi necessari allo svolgimento della gara)”.

IL PARADOSSO: CASE FINITE MA INABITABILI – Nel frattempo alcune palazzine saranno completate nei prossimi mesi ma non potranno essere abitate perché mancano i servizi fognari. È il caso di Adriano. Circa tre anni fa, come racconta a Romatoday, ha acquistato una casa in cooperativa (quindi pagando già la quota per i lavori di urbanizzazione) e a gennaio questa sarà pronta ma inabitabile. Ma la banca che ha prestato i soldi per la costruzione chiede indietro in capitale, visto che la casa è finita, e quindi Adriano dovrà accendere un mutuo per una casa nella quale non può abitare, continuando a stare in affitto da un’altra parte. A Monte Stallonara non c’è una farmacia, non c’è un supermercato, un alimentari. Chi vuole fare la spesa deve prendere la macchina e uscire dal quartiere. L’unico ritrovo è il bar di Guido, in via delle Moratelle: l’unico negozio della zona e l’unico che sia possibile raggiungere a piedi, camminando tra il fango e la polvere in strade consortili senza marciapiedi, con il rischio constante di essere investiti dai camion che passano a tutta velocità praticamente davanti al portone di casa. Dopo esposti, denunce, blocchi della circolazione, racconta Monica, l’unica cosa che sono riusciti ad ottenere è che il cantiere paghi un’autobotte per spargere quotidianamente acqua sulla strada per evitare che la polvere si alzi fino ai tetti delle palazzine di tre piani. Davanti le palazzine discariche abusive. Anche portare il cane a fare due passi è un’impresa: in strada non ci sono lampioni e l’unico modo è scendere con le lampadine elettriche o farsi luce dal terrazzo di casa. La mancanza di illuminazione e il totale isolamento favoriscono poi criminalità e furti
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I CITTADINI RECLAMANO I LORO DIRITTI – Gli abitanti si sentono abbandonati, in balia di non si sa bene nemmeno di chi e di che cosa, vittime di un’empasse burocratica che li esaspera ma che al tempo stesso non toglie loro la voglia di indignarsi e reclamare per i propri diritti e lottare per il miglioramento del quartiere. I cittadini si sono battuti per evitare l’apertura di un campo Rom in via della Pisana: il sito era uno dei primi scelti dal prefetto Pecoraro nell’ambito del Piano Nomadi. “Non sarebbe stata rispettata la distanza dalle abitazioni prevista dal Piano e un quartiere già carente di servizi, con scarsi collegamenti con il centro, avrebbe dovuto ospitare uno fra i più grandi insediamenti organizzati”, dice Giada Pittino. E una delle prossime battaglie riguarderà sicuramente la discarica di Malagrotta. I residenti di Monte Stallonara, quelli che Fabrizio Santori, presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale definì giustamente in un comunicato “i pionieri della nuova Roma, ossia decine di famiglie, in particolare giovani coppie, che hanno acquistato alloggi nelle zone più periferiche della città”, hanno dato vita a un sito internet e a un forum, sul quale vengono pubblicati quasi ora per ora tutti gli aggiornamenti relativi a delibere, consorzi, cooperative, fideiussioni, agenti di vendita e tutto quello che riguarda il quartiere. Ora l’attesa è per la firma definitiva e la comunicazione della tempistica.

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