Via Innocenzo X, un “ecomostro” nel cuore di Monteverde?

di Chiara Cecchini (su Romatoday, 24 novembre 2011)

La salita di via Vitellia corre parallela il muro di cinta di villa Pamphili, confine naturale di Monteverde Vecchio, tra i quartieri romani “periferici” di sicuro quello più vicino al Centro Storico e che meno ha sofferto della grande stagione dei palazzinari degli anni’60. È vero, qualche bruttura sono riusciti a costruirla anche qui e ben prima degli anni ’60. Ad esempio Mussolini ci trasferì gli sfollati di Borgo per i quali costruì le case popolari di via di Donna Olimpia, nei quali anni dopo avrebbero vissuto i “ragazzi di vita” di Pasolini. Ma nel complesso l’identità del quartiere è fatta di villini di inizio ‘900, palazzine anni ’50, comprensori in cortina, stradine strette, piazze pedonalizzate e giardini. Per questo quando la scorsa primavera gli abitanti si sono visti distribuire dei volantini che reclamizzavano un “complesso di nuova costruzione situato nell’elegante collina di Monteverde Vecchio, propaggine del colle Gianicolo”, affacciato “sul polmone verde di Villa Doria Pamphili, il parco pubblico più grande di Roma” hanno iniziato a preoccuparsi. Perché il complesso “Verde Pamphili” della Ita Costruzioni è pensato per nascere al posto dell’Istituto Fleming di via Innocenzo X, una stradina a senso unico che da via Fonteiana ridiscende a metà di via Vitella, proprio di fronte al parco, occupata da un lato da abitazioni e dall’altro dagli edifici scolastici, che guardano direttamente sul parco.

IL COMPLESSO SCOLASTICO – L’area ha ospitato dal 1994 la scuola materna “Arcobaleno”, gestita da una cooperativa di ispirazione steineriana presente sul territorio fin dagli anni ’70, insieme a una scuola media, una palestra, una scuola di danza, una scuola di inglese, corsi professionali e altre attività educative. Ad aprile dello scorso anno, ai genitori dei bambini iscritti alla scuola è stato comunicato che il proprietario dell’edificio aveva deciso di non rinnovare il contratto con la scuola per costruire al posto dell’area un complesso di appartamenti e dal 19 settembre la scuola “Arcobaleno” si è trasferita in via del Casaletto. E per essere costruito così come appare nel rendering che si vede sul sito dell’impresa, “Verde Pamphili” avrebbe dovuto fare piazza pulita del complesso scolastico costituito da una serie di palazzine della prima metà del ‘900, al posto del quale verrebbero eretti tre edifici di sei piani l’uno affacciati a ferro di cavallo su un cortile interno, per quattro diverse tipologie di appartamenti che potrebbero ospitare quasi un centinaio di nuclei famigliari.

UN ECOMOSTRO DAVANTI VILLA PAMPHILI? – Il progetto è entrato subito nel linguaggio comune del quartiere come “l’ecomostro di via Innocenzo X”. A fine luglio c’è stata una manifestazione dei cittadini in piazza Ottavilla promossa dal neonato comitato “No all’Ecomostro di via Innocenzo X” per dire no alla distruzione degli edifici esistenti nell’area e alla costruzione di nuove palazzine con un aumento di cubatura, preoccupati per la tutela della qualità della vita del quartiere e del verde di Monteverde Vecchio. In quell’occasione furono raccolte un centinaio di firme e decine di post-it sono stati appesi ai pali della luce di fronte al complesso scolastico con le motivazioni del dissenso contro il progetto. Altre trecento firme sono state raccolte a settembre. Spiega Nicola Del Duce, presidente del comitato: “Questo complesso si troverà da un lato ad affacciarsi su villa Pamphili e dall’altro sarà circondato da palazzine più basse, la maggior parte di almeno tre o quattro piani, costruite tutte a una certa distanza, dove abitano dieci, al massimo quindici famiglie. Tra le rare eccezioni ci sono i vecchi ‘grattacieli’ di Donna Olimpia. Novantacinque famiglie in più su una zona già così densamente popolata possono fare la differenza – dice Del Duce – e siamo preoccupati per l’impatto che questo progetto avrà su di noi residenti: abbiamo già problemi di parcheggio e traffico, i cassonetti della Ama sono sempre pieni”.

VIA INNOCENZO X FA PARTE DELLA CITTÀ STORICA – Esponenti di tutte le forze politiche della Capitale si sono fatte sentire per riuscire a capire come sia possibile costruire un complesso di questo tipo in una zona come Monteverde. Il Municipio XVI si è espresso compatto contro il progetto. Le numerose interrogazioni presentate in Parlamento e in Comune da diversi esponenti politici hanno tutte evidenziato come il complesso di via Innocenzo X rientri all’interno della Città Storica come “T5 – Tessuti in espansione otto-novecentesca a lottizzazione edilizia puntiforme” e l’edificio in questione è stato identificato dal Piano Regolatore (Carta per la qualità, elaborato G1b) tra gli edifici con tipologia edilizia speciale a impianto seriale come scuola. Gli unici interventi consentiti per questo tipo di edifici devono tendere pertanto alla conservazione dei caratteri peculiari e agli obiettivi dei diversi tessuti. In più, per potervi costruire degli appartamenti, è necessario un cambio di destinazione d’uso.

IL COMITATO VUOLE VEDERCI CHIARO – A fine settembre, la Soprintendenza di Beni Culturali del Comune di Roma ha bocciato il progetto di demolizione e ricostruzione presentato dalla Ita Costruzione e quindi i lavori avrebbero dovuto fermarsi qui, anche se l’impresa di costruzione ha a disposizione dieci giorni per presentare delle controproposte. Dal loro blog e dalla loro pagina di Facebook, i cittadini del comitato continuano a segnalare la presenza di operai, lavori alle finestre e il taglio di numerosi alberi del giardino dell’area “ex-Fleming”. “Siamo soddisfatti per la decisione della Soprintendenza ma continuiamo a tenere alta la guardia – dice Del Duce – perché secondo noi ci sono tante cose poche chiare in questa vicenda”. Abbiamo provato più volte a parlare con Ita Costruzioni per avere chiarimenti e risposte ma non è stato possibile. Dopo un paio di telefonate andate a vuoto, una segretaria ci ha messo in comunicazione con una persona che però non ha voluto rilasciare dichiarazioni, minacciando querele. Alle nostre domande,la stessa persona ci ha invitato ad andare in sede per vedere permessi (di cui noi non abbiamo mai messo in dubbio l’esistenza, ndr) e progetti. Quando abbiamo richiamato per prendere un appuntamento però ci è stato detto che non c’era nessuno alla Ita Costruzioni con il nome che ci era stato indicato. Nell’ultima telefonata, in orario d’ufficio, il telefono è squillato a lungo prima che entrasse in funzione il fax. Le uniche informazioni disponibili sono quelle poche che si trovano sul sito di “Verde Pamphili”.

Nonostante il parere negativo della Soprintendenza, i residenti segnalano ancora movimenti di operai all’interno del parco dell’edificio che dovrebbe essere abbattuto per fare posto al complesso progettato della Ita Costruzioni e non si sa ancora come si evolverà il piano.

ANCHE LA POLITICA È CONTRARIA- Contro il progetto di via Innocenzo X c’è stata una forte convergenza di tutte le forze politiche ma non sono mancate le polemiche. Il consigliere Pdl Marco Giudici ha criticato in una nota “l’immobilismo del centrosinistra al Municipio XVI” per quella che ha definito “un’emergenza abusivismo che sta dilagando nel nostro territorio”, citando i recenti sequestri del parcheggio di via di Donna Olimpia e di via dei Quattro Venti e il complesso “Le terrazze dei colli” a via dei Colli Portuensi. Ma Fabio Bellini, presidente del XVI Municipio, respinge le accuse: “Non prendo lezioni da chi fa finta di avere a cuore questi problemi e poi fa parte di uno schieramento che vara un Piano Casa che permette aumenti di cubatura anche del 30 per cento. Trovo la polemica bizzarra e mi pare ci sia un atteggiamento speculativo sulla vicenda. Facciamo tutti i controlli e agiamo sulle opere in difformità con le autorizzazioni ottenute con gli strumenti che abbiamo”. Dalle verifiche risulta al momento che i lavori all’interno del parco dell’edificio riguardano “la sistemazione degli arbusti, gli alberi non sono stati tagliati”. Circa il futuro del progetto, spiega Bellini, “è stato messo un punto per ciò che riguarda quel tipo di ipotesi progettuale grazie agli strumenti della Carta per la qualità. C’è stata attenzione alla vicenda e all’impatto di quel tipo di progetto. Ora bisognerà seguire gli esiti legati alle nuove proposte che la Ita Costruzioni presenterà”.

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