“Lui è tornato” di Timur Vermes: la recensione su Today.it

Che cosa accadrebbe se Hitler ritornasse? Cambierebbe qualcosa stavolta? Saremmo capaci di “prevedere” il pericolo, memori delle passate esperienze, e riusciremmo a neutralizzare il male?

La risposta, semplice e disarmante, è: no. Tutto tornerebbe esattamente come prima. Perché se Hitler si risvegliasse improvvisamente nel 2011 e iniziasse di nuovo a parlare di nazionalsocialismo, superiorità della razza, spazio vitale, guerra lampo e legge del più forte, all’inizio magari la prenderemmo a ridere, poi però finiremmo per acconsentire che, in fondo, “non era tutto sbagliato”.

In “Lui è tornato” di Timur Vermes (ed. Bompiani), quel “lui” è proprio Hitler (e la copertina non potrebbe essere più chiara), che una mattina si sveglia vivo e vegeto in un prato di Berlino e se ne va in giro con la sua divisa come se niente fosse. La gente lo scambia per un attore (un comico, addirittura!) e Hitler finisce in televisione, dove a poco a poco ruba la scena al conduttore turco di uno show molto popolare e diventa una star.

Il resto della recensione di “Lui è tornato” è sul blog Disturbi Letterari su Today.it

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