“Out of the Furnace”: la recensione su FilmFilm

Pubblicata su FilmFilm il 13 novembre 2013

Braddock, Pennsylvania. 2008. Russell Baze esce dal carcere dopo aver involontariamente investito e ucciso una madre e il suo bambino. Tornato in citta, Russ si trova a dover affrontare il fratello minore Rodney, ex soldato in Iraq che non riesce a far tacere i demoni che lo tormentano e che sfoga la sua rabbia partecipando a incontri di boxe clandestini. Quando Rod sarà ucciso, Russel decide di vendicarlo trovando il colpevole.

Dopo aver raccontato il lato “country” della provincia americana con il buon Crazy Heart, Scott Cooper dimostra di avere una mano felice nel descrivere quel microcosmo provinciale passando stavolta dalla parte dei vinti, quelli che non riescono ad andarsene e sui quali incombe la tragedia. Out of the furnace, presentato in concorso al Festival di Roma, racconta una storia drammatica di peccati e redenzione, mettendo al centro il classico rapporto fra due fratelli che si amano ma che non potrebbero essere più diversi. Christian Bale è Russell, un “quiet man” che desidera soltanto vivere in pace, lavorare nella fabbrica dove ha lavorato suo padre prima di lui e che però ormai ha segnato il suo tempo e presto verrà chiusa, amare la propria donna e vedere il fratello Rodney diventare adulto e trovare anche lui il suo posto nella vita. Ma Rodney non può adattarsi alla vita di Russell, la fabbrica per lui è qualcosa da cui allontanarsi, a qualunque costo, con l’esercito o con la morte.

Su tutto e tutti domina la fabbrica, l’acciaieria che dà lavoro e si prende la vita delle persone (come il padre dei protagonisti, che muore di cancro), avvolgendoli con i suoi fumi. “Out of the furnace” è una storia di peccato, redenzione e vendetta, con un Christian Bale strepitoso nei panni dell’uomo comune che imbraccia il fucile non tanto per farsi giustizia da sé come un qualsiasi “giustiziere della notte” bensì per espiare le proprie colpe. Woody Harrelson è un demoniaco criminale, un mostro senza momenti di cedimento che anzi rivela una strana grandezza nel finale. Completano il cast il giovane Casey Affleck, la tenera e confusa Zoe Saldana, il rassicurante Forest Whitaker e i veterani Sam Shepard e Willem Dafoe.

Cooper fa un film duro, intenso, che mischia temi diversi come il difficile ritorno a casa dei reduce e il dramma sociale delle città operaie sempre più povere mentre preferiscono acquistare dalla Cina piuttosto che produrre in patria.“Out of the furnace” scorre lento ma inesorabile, con il passo sicuro di chi sa che si sta avviando verso la tragedia, e la tensione cresce impercettibilmente fino al finale drammatico e potente, con la caccia all’uomo organizzata da Russell tra le rovine arrugginite della “sua” fabbrica.

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