JFK al cinema: sei film per ricordare John Fitzgerald Kennedy (su Today.it)

Pubblicato su Today il 22 novembre 2013

Il 22 novembre 1963 veniva ucciso a Dallas John Fitzgerald Kennedy.

La figura del 35esimo presidente degli Stati Uniti ha sempre suscitato un’inevitabile attrazione nel mondo del cinema, che nei cinquant’anni che ci separano dai tragici e misteriosi fatti di Dallas ha più volte cercato di raccontare sia la vita di JKF sia l’impatto che le sue idee hanno avuto nella società americana e non solo.

“JFK – Un caso ancora aperto” di Oliver Stone punta sulla tesi del complotto dietro l’assassinio del presidente e le tante questioni irrisolte della Commissione Warren, che dava Lee Harvey Oswald come unico responsabile, mentre dietro il caso ci sarebbe l’ombra lunga della governo, della Cia, del Fbi e della mafia americana,  preoccupate dalla volontà pacifista di Kennedy di uscire dalla guerra del Vietnam. Kevin Costner ne fu il protagonista nei panni del procuratore Jim Garrison, che indagò a lungo sull’omicidio del presidente.

Kevin Costner è tra i protagonisti anche di “Thirteen Days” di Roger Donaldson, che ricostruisce i tredici giorni della crisi dei missili di Cuba nel 1962, con i fratelli Kennedy chiusi nella Casa Bianca insieme ai vertici militari nel tentativo di scongiurare la terza guerra mondiale.

“Parkland” di Peter Landesman ritorna invece a quei primi, convulsi momenti subito dopo la sparatoria, quando Kennedy fu portato al Parkland Hospital, dove fu dichiarato morto all’una del pomeriggio del 22 novembre 1963. Landesman mostra le reazioni della gente comune che all’improvviso si ritrova davanti alla Storia: dai medici dell’ospedale agli agenti dell’Fbi, dalla famiglia di Lee Harvey Oswald a Abraham Zapruder, l’uomo che filmò “per caso” con la sua 8mm il corteo di Kennedy per le strade di Dallas e colse il momento degli spari.

“Ruby – Il terzo uomo di Dallas” di John MacKenzie racconta in maniera poco attendibile ma al tempo stesso affascinante la figura di Jack Ruby, l’uomo che  il 24 novembre 1963 uccise Lee Harvey Oswald nei sotterranei della sede della polizia di Dallas.

Con l’assassinio di Kennedy, l’America si risvegliò bruscamente da un sogno: Camelot era crollata e in giro non c’era più nessuna traccia di innocenza. “Due sconosciuti, un destino”, nonostante la piatta regia di Jonathan Kaplan, fotografa questo drammatico passaggio mostrando con l’incontro improvvisato tra Lurene Hallett, casalinga di fede kennedyana che sfida l’ira del marito-padrone per andare a a Washington per i funerali del Presidente, e Paul Carter, un uomo di colore che sale insieme alla figlia adolescente sullo stesso autobus che li porterà nella capitale. In mezzo ci sono la propaganda mediatica, il mito di Jackie Kennedy, l’ottimismo degli anni Sessanta e i cambiamenti della società americana: razzismo, violenza, condizione femminile.

Dal 1 gennaio 2014 arriverà nelle sale italiane “The Butler” di Lee Daniel, ispirato alla vita del maggiordomo afroamericano della Casa Bianca che dal 1952 al 1986 fu vicino a otto presidente degli Stati Uniti e fu testimone silenzioso delle loro vite. Eugene Allen, questo il suo nome, fu invitato come ospite d’onore al funerale del presidente Kennedy ma rifiutò, sostenendo che il suo compito era farsi trovare pronto alla Casa Bianca quando i Kennedy sarebbero ritornati dopo la cerimonia. La First Lady gli regalò la cravatta preferita del presidente.

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